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Incapacità a testimoniare ex art 246 c.p.c. Non riguarda l’interesse di mero fatto. Ma quid iuris?

La sentenza del 5/2/2026, n. 335 della Corte di Appello di Bologna riafferma il principio per il quale l’incapacità a deporre prevista dall’articolo 246 c.p.c. deriva dalla sussistenza, in capo al soggetto chiamato a rendere testimonianza sui fatti di causa, di un interesse giuridico che possa legittimarne la partecipazione al giudizio quale contradditore e non già dal mero interesse di fatto che egli possa avere a che la causa possa essere decisa in un dato modo, rilevante non ai fini dell’ammissibilità ma solo sull’attendibilità della sua deposizione una volta resa.