Il Tribunale di Roma, con sentenza 1° aprile 2026, n. 4993 resa su istanza di un’associazione rappresentativa dei consumatori in data, dopo aver accertato la vessatorietà delle clausole, contenute nel contratto per la fruizione in streaming di contenti audiovisivi, che permettevano al professionista di apportare unilateralmente modifiche al regolamento negoziale, con riflessi anche sulla parte economica, ha prescritto una serie di misure correttive, volte in particolare a rendere edotti gli abbonati dei diritti loro spettanti. La sentenza offre lo spunto per alcune considerazioni sull’efficacia e sui limiti della tutela inibitoria collettiva in ambito consumeristico.