Con il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 aprile 2026, il legislatore ha scelto, ancora una volta, di non introdurre un salario minimo legale inderogabile, disattendendo le aspettative di quanti auspicavano un intervento strutturale sul fronte della retribuzione minima. In luogo di una soglia retributiva fissata per legge, il provvedimento formalizza il primato della contrattazione collettiva in materia salariale, codificando la nozione di “salario giusto” quale parametro retributivo ancorato ai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Il decreto interviene inoltre su altre due direttrici: la ridefinizione del sistema degli incentivi contributivi all’occupazione stabile, con particolare riguardo all’inserimento lavorativo di donne, giovani e lavoratori delle aree ZES (zona economica speciale), e l’introduzione di un quadro regolatorio per il contrasto al c.d. caporalato digitale e per la tutela dei lavoratori intermediati da piattaforme digitali. Il presente contributo esamina le principali novità normative e le criticità che ne emergono.