La sentenza in disamina ripercorre struttura e natura della confisca di cui all’art. 240 bis c.p. e ribadisce che il criterio della ragionevolezza temporale tra acquisito dei beni/accumulo di ricchezza e la commissione dei reati spia costituisce elemento ineludibile ai fini dell’operatività dell’ablazione, poiché la sua assenza rende ictu oculi irragionevole la presunzione di derivazione del bene stesso da una attività illecita. Lo stabilisce la Cassazione penale, sez. V, sentenza 21 aprile 2026, n. 14565.