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Contratto della P.A. nullo per mancanza di forma scritta: sì all’arricchimento ingiustificato

L’arricchimento senza giusta causa (art. 2041 c.c.) costituisce uno strumento di tutela contro spostamenti di ricchezza indebiti, consistenti nell’arricchimento di una parte a fronte del depauperamento dell’altra, privi di giustificazione causale, e quindi fonte di una situazione oggettiva di pregiudizio non tollerata dall’ordinamento. Trattasi di un rimedio generale che si fonda sulla dimensione esclusivamente fattuale dell’arricchimento, nei confronti di situazioni che altrimenti rimarrebbero prive di protezione. Il fatto che il contratto presupposto fosse nullo per difetto di forma non basta per escludere la suddetta tutela, non essendo tale nullità una sanzione sufficientemente grave da negare l’indennizzo alla parte che ha subito il pregiudizio economico; diversamente, è esclusa l’azione di arricchimento in caso di nullità per illiceità di un elemento essenziale, contrarietà all’ordine pubblico o frode alla legge, ipotesi più gravi rispetto alla nullità strutturale della mancanza della forma. L’azione può essere esercitata anche Pubblica Amministrazione, laddove sia questa la parte che ha subito il depauperamento, non essendo la qualità di soggetto pubblico un motivo valido per riconoscere una diversità di regime rispetto ai privati. È quanto stabilito dalla Cassazione civile con sentenza 28 aprile 2026, n. 11513.