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La variabilità del testimone nel processo: da testimone puro a testimone assistito e limiti al diritto di mentire o tacere

La sentenza della Cassazione penale, Sez. VI, 18 novembre 2025, n. 37629 in esame si occupa delle figure di dichiarante: la persona informata sui fatti/testimone, l’indagato/imputato, il testimone assistito. La sentenza si occupa della variabilità nel corso del procedimento della qualifica soggettiva, affermando che il giudice può e anzi deve verificare che alla qualifica formale attribuita dal PM corrisponda quella sostanziale, dalla quale deriva l’obbligo delle garanzie, incidendo sul dovere di dire il vero e sul diritto al silenzio, con le derivabili conseguenze in tema di valutazione della funzione narrativa, in termini di libero convincimento del giudice o con il parametro dell’art. 192, c. 2, c.p.p.