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Tutta colpa dell’AI? alfabetizzazione e professionalità dell’avvocato per evitare la “sostituzione”

Le ondivaghe pronunce giurisprudenziali (da ultimo quella del Tribunale di Rovigo, sentenza 8 aprile 2026, n. 219) in tema di responsabilità dell’avvocato per il cattivo uso degli strumenti di intelligenza artificiale nella redazione dei propri scritti difensivi non possono lasciare indifferenti, neanche quando il legale evita la sanzione ex art. 96 c.p.c. Nella professionalità degli avvocati, sostenuta anche da un’apposita alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, può forse trovarsi l’antidoto alla deriva algoritmica che, altrimenti, rischia di travolgere l’avvocatura.

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